Nel vasto mosaico di Bordeaux, dove le denominazioni si rincorrono tra castelli storici e cru prestigiosi, esiste un angolo di terra straordinariamente autentico che i locali chiamano affettuosamente "la Toscana di Francia". Qui, nell’Entre-deux-Mers, la terra stretta tra i "due mari", che in realtà sono i fiumi Garonna e Dordogna, sorge Château Moulin du Rey, una realtà che incarna alla perfezione l’anima più genuina e conviviale del bordolese. Il simbolo della cantina, uno storico mulino, non è solo un vezzo estetico ma è il testimone silenzioso di una storia iniziata a metà dell’Ottocento, quando la proprietà era composta solo da una casa e una piccola cantina. Dal 1955 il mulino è parte della famiglia Baigneau-Luro, che da quattro generazioni si tramanda la passione per la vigna con una continuità ammirevole. Oggi al timone c'è Julien Luro, che dal 2006 guida i circa 20 ettari della tenuta con un obiettivo chiaro: produrre vini che parlino del territorio con franchezza e spontaneità.
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